peluche e acari della polvere
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Acari: allergia e prevenzione

Cosa sono gli acari

Gli acari della polvere sono artropodi ad 8 zampe di dimensioni di 0.1-0.6 mm che vivono nella polvere domestica, riconosciuti come la principale fonte allergenica nella polvere di casa dal 1967.

Le specie più comuni nelle regioni a clima temperato degli Stati Uniti sono Dermatophagoides farinae e Dermatophagoides pteronyssinus; essi si nutrono di materiali organici, tra cui scaglie di cute, residui di cibo, granuli di pollini, funghi, lieviti e batteri. Poiché sono composti per circa il 75% del loro peso corporeo da acqua, essi mantengono il loro equilibrio attraverso l’assorbimento di vapore acqueo in condizioni di umidità pari al 65%-80%; le condizioni ideali per il loro sviluppo sono quindi umidità elevata, temperature comprese tra i 15 ed i 20 °C ed assenza di raggi solari.

I livelli di allergeni degli acari tendono quindi ad aumentare durante l’estate quando l’umidità
è elevata e rimangono elevati per tutto l’inverno per poi diminuire durante la primavera.

Dove si annidano

Le sedi migliori per l’annidamento degli acari si ritrovano nei materassi, cuscini, moquette, biancheria da letto, mobili imbottiti, vestiti di lana. L’allergia agli acari della polvere è una delle più diffuse allergie indoor. Elevati livelli di allergeni per acari sono fattori di rischio per lo sviluppo di rinite allergica ed asma. E’ stata segnalata una correlazione tra la concentrazione di acari della polvere domestica ed il rischio di sensibilizzazione secondo la quale la concentrazione soglia sembrerebbe essere > 2μg di allergene per Dermatophagoides pteronyssinus/g di polvere[i]. Inoltre, anche l’esposizione a basse concentrazioni di allergeni per lunghi periodi di tempo può indurre allergia agli acari in persone sensibili[ii]. La riduzione dell’esposizione agli acari è quindi importante per prevenire lo sviluppo di allergia e controllare i sintomi allergici in pazienti già sensibilizzate.

Perché possono causare allergia, e come questa si manifesta

Si può essere allergici ad alcune proteine (allergeni) presenti nelle feci degli acari, per cui quando queste vengono inavvertitamente inalate, in soggetti sensibilizzati si può sviluppare una reazione allergica che può coinvolgere naso, occhi, polmoni e cute. Nei soggetti predisposti possono manifestarsi sintomi respiratori (rinite/asma) o cutanei, di intensità variabile da lieve a intensa. Alcuni sintomi dell’allergia sono piuttosto simili a quelli di un comune raffreddore: starnuti soprattutto al mattino al risveglio; attacchi di tosse secca durante il sonno, congestione e prurito nasale, naso chiuso o che cola; difficoltà respiratorie (notturne o durante uno sforzo), senso di oppressione toracica, respiro sibilante (quando si espira l’aria si sente un fischio). Il rischio di sviluppare asma è direttamente proporzionale alla carica allergenica degli acari nell’ambiente. Un’esposizione ripetuta anche a concentrazioni minime di allergeni sembra rappresentare un fattore capace di alimentare l’iperattività bronchiale della persona asmatica. Possono inoltre essere presenti gonfiore e rossore agli occhi, bruciore e lacrimazione; fastidio alla luce; disturbi del sonno; senso di malessere generale, debolezza, affaticamento diurno; eczema atopico, arrossamento e prurito cutaneo, (soprattutto a viso e cuoio capelluto), eruzioni cutanee come eczema.

Suggerimenti per chi é allergico agli acari della polvere

L’eliminazione completa degli acari della polvere è quasi impossibile, tuttavia si può cercare di ridurre al massimo la loro presenza nell’ambiente domestico, seguendo semplici regole:

  1. Materassi e cuscini devono essere avvolti in involucri impermeabili agli allergeni ma permeabili al sudore umano (coprimaterassi e copricuscini anti-acaro) e vanno lavati ogni 2-3 mesi alla temperatura di 55-60°C. Un materasso può contenere fino a 2 milioni di acari. E’ stato dimostrato che i cuscini in materiale sintetico contengono più acari di quelli di piuma. La base del letto non deve essere “imbottita” poiché contiene più acari del materasso stesso.
    2. Lavare la biancheria del letto a 55°C almeno 1 volta alla settimana ed esporre coperte e copriletti spesso al sole. E’ possibile impiegare copricoperte e copripiumoni in materiale anti-acaro.
    3. Sostituire i pelouche con giocattoli di legno, metallo o plastica in modo da essere facilmente pulibili. In alternativa è possibile bloccare la crescita degli acari mettendo i pelouche in freezer per 12-24 ore per poi lavarli.
    4. Eliminare dalle stanze, in particolare dalla camera da letto, oggetti che trattengono polvere: tappeti, moquette, tende, carta da parati di stoffa, soprammobili, ed è consigliabile tenere chiusi negli armadi libri e giocattoli.
    5. Per le pulizie di casa si sconsiglia l’impiego della scopa e dello spolverino, in quanto sollevano la povere senza eliminarla efficacemente. Preferire aspirapolveri dotati di filtri ad acqua e di filtri ad alta efficienza (Filtro HEPA); questi ultimi sono in grado di trattenere tutti gli allergeni in quanto arrivano a catturare particelle fino ad un diametro minimo di 0,3 micron. Di scarsa utilità si dimostrano gli spray acaricidi in quanto non riescono a penetrare in profondità nei materassi e nei divani, al contrario si è dimostrata molto utile la pulizia con vapore (100°C) che uccide gli acari e distrugge le particelle fecali responsabili dell’allergia
    6. Se la casa è dotata di riscaldamento ad aria o di condizionatori i filtri devono essere puliti accuratamente ogni mese.
    7. Rivestire i divani e le poltrone con tessuto anti-acaro.
    8. Non aumentare l’umidità ambientale che favorisce la crescita degli acari. Non usare pertanto umidificatori, non stendere la biancheria in casa; dopo aver cucinato o fatto la doccia è opportuno arieggiare le stanze.
    9. Nella scelta della località di vacanza evitare zone marine umide e prediligere l’alta montagna poiché al di sopra dei 1500 metri gli acari non sopravvivono
    10. Durante la pulizia della casa impiegare una mascherina protettiva

In molti casi, nonostante la terapia sintomatica e la corretta esecuzione della bonifica ambientale per gli acari della polvere, la sintomatologia persiste intensa. L’unica terapia in grado di modificare la storia dell’allergia e di guarire, è la Terapia con allergene o l’immunoteraia specifica (ITS), volgarmate chiamata “vaccino”. Essa consiste nella somministrazione dell’allergene in causa a dosaggi progressivamente crescenti in modo tale da “abituare” il sistema immunitario (desensibilizzazione) a non reagire nel momento in cui entra in contato con tale allergene non più riconosciuto come nocivo per l’organismo.

Attualmente esistono 2 forme di immunoterapia:

1. Sublinguale: l’allergene viene fatto assorbire per pochi minuti sotto la lingua e poi deglutito. E’ una forma molto ben tollerata, che evita le iniezioni. Il vaccino deve però essere assunto regolarmente tutti i giorni (seconso alcuni schemi successivamente 3 volte/settimana) per 3-4 anni.
2. Sottocutanea
(iniettiva): l’allergene viene iniettato dal Medico allergologo a dosi crescenti, fino al raggiungimento della dose massima, a cadenza settimanale nella fase di induzione di 6-8 settimane e successivamente, nella fase di mantenimento della durata di 3-4 anni, a cadenza mensile.

 

 

 

 

 

[i] Platts-Mills TAE, de Weck AL. Report of the meeting. Mite allergy –a world-wide problem. J Allergy Clin Immunol 1998; 83:416–427

[ii] Munir AKM, Gustafsson PA, Kjellman N-IM, Björkstén B. Exposure to indoor allergens in early infancy and sensitization. J Allergy Clin Immunol 1997; 100:177–181

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