Allergie alimentari: cosa sono

L’allergia alimentare è una reazione avversa di tipo immunologico provocata dall’assunzione di un alimento o dai suoi prodotti di scomposizione.

Ha un’incidenza del 6-8% in età pediatrica mentre colpisce solo lo 0,5-1 % della popolazione adulta.

E’ responsabile di manifestazioni a carico della cute, dell’apparato respiratorio, dell’apparato gastrointestinale e sistemiche fino allo shock anafilattico.

Gli alimenti più frequentemente coinvolti in età pediatrica sono il latte e l’uovo.

Per quanto riguarda l’allergia ad alimenti di origine vegetale è frequente il riscontro di reazioni ad alimenti appartenenti a famiglie botaniche differenti. Ciò è dovuto ad una sensibilizzazione ad allergeni ubiquitari (panallergeni) che costituiscono proteine strutturali o di difesa di numerosi vegetali.

Le più importanti dal punto di vista allergologico sono le “Lipid Transfer Proteins” (LTP), le profiline e la PR10.

Le LTP sono una famiglia di proteine che si concentrano prevalentemente nella buccia della frutta fresca, ma si riscontrano anche nei vegetali e nella frutta secca, resistenti alla digestione peptica e al calore. Per queste caratteristiche sono responsabili di segni e sintomi a carico di diversi organi ed apparati con coinvolgimento della cute, dell’apparato respiratorio, dell’apparato gastrointestinale fino allo shock anafilattico.

Le profiline e le PR10, essendo denaturate dal calore e dalla digestione gastrica inducono in genere sintomi localizzati e meno gravi delle LTP, come la Sindrome Allergica Orale, in cui è interessato prevalentemente il cavo orale (in associazione o meno ad altri distretti) con insorgenza dei sintomi entro pochi minuti dal contatto orale con l’alimento.

In tali pazienti si associa spesso un’allergia respiratoria in cui sono coinvolti i pollini, soprattutto le graminacee, la betulla, la parietaria e le composite.

Una corretta diagnosi di allergia alimentare presuppone l’esecuzione di un preciso iter diagnostico, che prevede un’accurata raccolta anamnestica seguita dall’esecuzione di test di TEST DI I LIVELLO che includono test in vivo rappresentati dai prick test e dai patch test e test in vitro (dosaggio delle IgE totali e delle IgE specifiche) a cui seguono TEST DI II LIVELLO (diete di eliminazione, test di scatenamento orale con l’alimento incriminato) che possono essere completati da altri test al momento però riservati a laboratori di ricerca

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