Diagnosi e metodologie diagnostiche

E’ necessario quando si ha il sospetto di una situazione allergica fare una diagnosi precisa. Una anamnesi accurata potrà insospettire il medico oppure un ripetersi di eventi in determinate situazioni potrà essere notato dal paziente, ma non è ancora sufficiente a dire che la persona è allergica: quanti gatti allontanati, quante case messe sottosopra per allergie che poi non si sono dimostrate! I metodi diagnostici sono fondamentalmente tre: prick test, RAST e test di provocazione. Per gli eczemi si utilizza il Patch test. Queste sono le analisi accettate ufficialmente dal mondo scientifico allergologico. Esistono poi tutta una serie di test (la fantasia dell’ uomo non ha limiti!) quali i test citotossici, test di neutralizzazione/provocazione, analisi dei capelli, Vega test che non vengono accettati dalle organizzazioni scientifiche allergologiche per la mancanza di dati che confermino la loro validità.

 

Prick test

I mastociti, cioè le cellule a cui si legano gli anticorpi dell’ allergia IgE, si trovano alla periferia dell’ organismo umano e quindi sulle mucose e sulla pelle: è per questo che i sintomi dell’ allergia colpiscono sempre o la pelle (orticaria, dermatite) o l’apparato respiratorio (rinite, asma) gli occhi (congiuntivite) o l’ apparato digerente (diarrea, vomito). Questa caratteristica viene sfruttata per l’ esecuzione delle prove cutanee: una piccola quantità della sostanza che si vuole valutare, disciolta in un liquido, viene posta sulla cute dell’ avambraccio del paziente, quindi con un minuscolo ago si pratica una puntura indolore per permettere il contatto tra sostanza e cellule del paziente: se il paziente è allergico dopo circa 20 minuti si avrà una specie di puntura di zanzara che testimonierà l’ avvenuta reazione. Nel giro poi di qualche minuto il pomfo regredisce e la pelle ritorna normale. Questo tipo di test non presenta alcun rischio e si può praticare in qualunque periodo dell’ anno. Normalmente vengono testati una quindicina di allergeni.

 

RAST

E’ un esame che permette di individuare e di dosare il livello nel sangue degli anticorpi IgE specifici per un determinato allergene. Gli allergeni testati sono i medesimi delle prove cutanee, quindi è un esame che non aggiunge nulla se eseguito dopo dei test cutanei positivi: viene utilizzato sopratutto nel caso di assunzione di antistaminici da parte del paziente o di eczema alle braccia che impediscono l’ esecuzione dei prick test . Viene inoltre utilizzato come ulteriore approfondimento nel caso di prove cutanee negative.

 

Test di Provocazione

Nel test di provocazione viene utilizzato il contatto diretto tra gli allergeni e le mucose del soggetto per scatenare una reazione controllata e poterne quindi valutare la sensibilità. Gli allergeni opportunamente diluiti vengono applicati a livello congiuntivale o bronchiale e si studia a quale concentrazione si ha una reazione allergica alla sostanza. Per i possibili rischi sono raramente eseguiti nella normale routine .

 

Patch test

Non vengono utilizzati in ambito respiratorio: studiano l’ allergia di tipo ritardato che colpisce la cute dando l’ eczema da contatto o dermatite. Si applicano per 48 – 72 ore dei cerotti sulla schiena contenenti allergeni come il nichel, i profumi, il cromo. Dopo questo periodo se si è formata una lesione arrossata, edematosa e pruriginosa, eventualmente con delle piccole vescicole, il risultato è positivo.

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