Terapia con Allergene

 Contenuto testuale e riferimenti bibliografici a cura del Dottor Alberto Gasparini

 

Cosa provoca l’allergia? Come si possono individuare le cause specifiche?

Cosa è l’allergia?

L’allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi (reagine o IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio i pollini.

Cosa sono le IgE?
Le immunoglobuline E (IgE) sono un tipo di anticorpi, cioè molecole coinvolte nella risposta immunitaria dell’organismo umano. Sono sintetizzate dalle plasmacellule.
Le IgE hanno fondamentalmente la funzione di proteggere l’organismo dalle infezioni da parte di parassiti e soprattutto elminti. Esse sono anche le principali responsabili delle più diffuse malattie da ipersensibilità che colpiscono la popolazione dei Paesi industrializzati, ossia le allergie.

Cosa può dare allergia? Questi alcuni degli allergeni più comuni.

allergia acari

Acari della polvere

Le piante

Alberi

allergia ambrosia

Ambrosia

allergia-graminacee

Graminacee

 

 

 

 

 

Parietaria

Parietaria

allergia animali domestici

Animali domestici

 

 

 

 

 

 

 

Diagnosi

E’ necessario quando si ha il sospetto di una situazione allergica fare una diagnosi precisa. Una anamnesi accurata potrà insospettire il medico oppure un ripetersi di eventi in determinate situazioni potrà essere notato dal paziente, ma non è ancora sufficiente a dire che la persona è allergica: quanti gatti allontanati, quante case messe sottosopra per allergie che poi non si sono dimostrate! I metodi diagnostici sono fondamentalmente tre: prick test, RAST e test di provocazione. Per gli eczemi si utilizza il Patch test. Queste sono le analisi accettate ufficialmente dal mondo scientifico allergologico. Esistono poi tutta una serie di test (la fantasia dell’ uomo non ha limiti!) quali i test citotossici, test di neutralizzazione/provocazione, analisi dei capelli, Vega test che non vengono accettati dalle organizzazioni scientifiche allergologiche per la mancanza di dati che confermino la loro validità.

a) Prick test

I mastociti, cioè le cellule a cui si legano gli anticorpi dell’ allergia IgE, si trovano alla periferia dell’ organismo umano e quindi sulle mucose e sulla pelle: è per questo che i sintomi dell’ allergia colpiscono sempre o la pelle (orticaria, dermatite) o l’apparato respiratorio (rinite, asma) gli occhi (congiuntivite) o l’ apparato digerente (diarrea, vomito).Questa caratteristica viene sfruttata per l’ esecuzione delle prove cutanee: una piccola quantità della sostanza che si vuole valutare, disciolta in un liquido, viene posta sulla cute dell’ avambraccio del paziente, quindi con un minuscolo ago si pratica una puntura indolore per permettere il contatto tra sostanza e cellule del paziente: se il paziente è allergico dopo circa 20 minuti si avrà una specie di puntura di zanzara che testimonierà l’ avvenuta reazione. Nel giro poi di qualche minuto il pomfo regredisce e la pelle ritorna normale. Questo tipo di test non presenta alcun rischio e si può praticare in qualunque periodo dell’ anno. Normalmente vengono testati una quindicina di allergeni.

b) RAST

E’ un esame che permette di individuare e di dosare il livello nel sangue degli anticorpi IgE specifici per un determinato allergene. Gli allergeni testati sono i medesimi delle prove cutanee, quindi è un esame che non aggiunge nulla se eseguito dopo dei test cutanei positivi: viene utilizzato sopratutto nel caso di assunzione di antistaminici da parte del paziente o di eczema alle braccia che impediscono l’ esecuzione dei prick test . Viene inoltre utilizzato come ulteriore approfondimento nel caso di prove cutanee negative.

c) Test di Provocazione

Nel test di provocazione viene utilizzato il contatto diretto tra gli allergeni e le mucose del soggetto per scatenare una reazione controllata e poterne quindi valutare la sensibilità. Gli allergeni opportunamente diluiti vengono applicati a livello congiuntivale o bronchiale e si studia a quale concentrazione si ha una reazione allergica alla sostanza. Per i possibili rischi sono raramente eseguiti nella normale routine .

d) Patch test

Non vengono utilizzati in ambito respiratorio: studiano l’ allergia di tipo ritardato che colpisce la cute dando l’ eczema da contatto o dermatite. Si applicano per 48 – 72 ore dei cerotti sulla schiena contenenti allergeni come il nichel, i profumi, il cromo. Dopo questo periodo se si è formata una lesione arrossata, edematosa e pruriginosa, eventualmente con delle piccole vescicole, il risultato è positivo.

La rinite (la manifestazione allergica più frequente) e il suo rapporto con l’asma

La rinite è la più frequente manifestazione allergica e colpisce tra il 10 ed il 40% della popolazione mondiale (fonte: Bousquet J et al. Allergic rhinitis and its impact on asthma.ARIA. J Allergy Clin immunol 2001;108:147-334).

L’asma è significativamente più frequente nei rinitici, come si vede nella sintesi che segue, che mette a confronto recenti studi epidemiologici sull’associazione tra asma e rinite (vedi la tabella sottostante, fonte: The Journal of Allergy and Clinical Immunology, volume 108, numero 5, novembre 2001)

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Trattamento della rinite allergica

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QUINDI LA TERAPIA CON ALLERGENE E’ INDICATA IN TUTTE LE FORME DI RINITE, SENZA ASPETTARE NUOVE COMPLICAZIONI

Anche se il paziente allergico ha sviluppato l’asma, la terapia con allergene è la soluzione più indicata

Trattamento dell’asma

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La terapia con allergene

La terapia con allergene consiste nella somministrazione di un estratto allergenico specifico a dosi scalari progressivamente crescenti, al fine di ottenere una riduzione della sensibilità del paziente verso un determinato allergene.
La Terapia con allergene costituisce pertanto l’unico trattamento specifico allergene-orientato delle sindromi allergiche IgE-mediate.
Fonte: OMS

Attraverso la diagnosi, l’allergologo ha individuato gli agenti responsabili della sintomatologia e quindi deve fare una terapia causale e non dei sintomi
attraverso il ricorso a Terapia con Allergene.

La terapia con allergene é UNA TERAPIA CONOSCIUTA DA PIU’ DI 100 ANNI, NON E’IN FASE SPERIMENTALE

Confronto tra approccio farmacologico/sintomatico e approccio causale nel trattamento della rinite e dell’asma

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I “valori aggiunti” della terapia con allergene
• Prevenzione nuove sensibilizzazioni
• Riduzione rischio di asma
• Effetti a lungo termine

Dall’eczema all’asma: la “marcia allergica” nelle diverse età del bambino
Le malattie allergiche hanno una caratteristica particolare: ad ogni età diverse del bambino se presentano forme diverse.
E importante sapere che i bambini iniziano con l’ezcema poi hanno segni gastrointestinali poi la rinite, poi il fischio non asmatico e spesso infettivo di tipo virale, poi l’otite media come complicanza della rinite e, intorno a 6/8 anni lo stesso bambino può arrivare all’asma. Da grande può sviluppare inoltre la dermatite atopica persistente.

Come viene somministrata la terapia con allergene?
In due modi: per via sottocutanea e per via sublinguale

Perché si parla di vaccino per indicare il trattamento delle allergie mediante terapia con allergene? È un termine ancora attuale?

“Il comitato di esperti riunito in Ginevra ha deciso di usare il termine vaccino allergenico piuttosto che quello di estratto allergenico ad indicare che tali vaccini in realtà devono essere considerati biological response modifier, in grado quindi di modificare la risposta dell’organismo all’allergene in causa”. La terapia con allergene agisce come un vaccino perché modifica la storia naturale della malattia allergica interferendo con i meccanismi immunologici che rappresentano il fondamento patogenetico di queste sindromi. (Fonte: O.M.S. 1998).

Sono passati diversi anni dall’adozione del termine ‘vaccino allergenico’ (spesso abbreviato in ‘vaccino’) che, a tutt’oggi, seppure impropriamente, indica quella che più correttamente si definisce “Terapia con allergene” o “Terapia Iposensibilizzante Specifica” o “Immunoterapia Specifica” o “Terapia Desensibilizzante” nelle Malattie Allergiche.

L’equivoco nell’uso di tale terminologia sia per la vaccinazione tradizionale che per la vaccinazione anti-allergica si spiega con le analogie esistenti tra la pratica vaccinica tradizionale e l’immunoterapia, nella modalità di somministrazione dell’estratto allergenico: infatti si utilizzano “dosi progressivamente crescenti” dell’allergene, seguite da “dosi di richiamo o di mantenimento”, per indurre “modificazioni della risposta
Immune”.

II paziente allergico, grazie alle sue caratteristiche genetiche (Fenotipo Th-2), è infatti un iperproduttore di anticorpi IgE, Totali e Specifici, verso determinati antigeni.
Le modificazioni immunologiche umorali prodotte dalla Terapia con allergene consistono essenzialmente nella riduzione della sintesi delle IgE specifiche e nella produzione degli “anticorpi bloccanti”, allergene specifici, della classe IgG, in particolare IgG4.

Se la “modalità di esecuzione è simile” alla immunizzazione classica, completamente diverso, anzi “diametralmente opposto”, è il risultato finale: infatti nella Vaccinazione Tradizionale si somministra l’antigene per il “potenziamento” della risposta immune di tipo IgM – IgG , mentre nella Terapia Desensibilizzante o Terapia Iposensibilizzante Specifica si inietta l’allergene modificato per ottenere la “riduzione dell’ iperreattività del paziente allergico” verso quel determinato allergene.

L’incidenza delle allergie sulla qualità della vita

“Le patologie infiammatorie allergiche determinano un importante impatto sulla qualità della vita dei pazienti e rilevanti costi sanitari: recenti studi epidemiologici condotti in Italia indicano che il 25% della popolazione compresa tra i 18 ed 44 anni soffre di rinite allergica e il 5% soffre di asma”.
Fonte: Ministero della salute (http://www.salute.gov.it)

Secondo la rilevazione ISTAT le malattie allergiche rappresentano la terza patologia cronica per la quale si ricorre ai servizi sanitari, con il 10,9% di incidenza sulla popolaizone italiana (dopo artrosi/artrite al18,6% e ipertensione arteriosa al 13,9%) fonte: ISTAT – Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari (2005) – incidenza oltre il 4%

Popolazione italiana eleggibile per la Terapia con allergene rispetto al totale della popolazione allergica stimata (Fonte: ISTAT 2013)

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La terapia con allergene come opzione ottimale per ridurre l’impatto sociale ed economico delle allergie respiratorie

Le allergopatie respiratorie, ed in particolare le sindromi rino-bronchiali, sono patologie a elevato impatto sociale ed economico tanto sugli individui affetti, quanto sulle loro famiglie, sul sistema sanitario e sulla società.

Esse comportano un notevole onere finanziario, costituito dai costi diretti (spese mediche ed ospedaliere, tra cui in particolare gli accessi – spesso impropri – in pronto soccorso, spese per diagnostica e terapie in genere), e da costi indiretti (perdita di giornate lavorative, costi per misure di prevenzione e così via), che gravano sulle scelte dei pazienti e sulla distribuzione delle loro risorse personali e familiari, in buone parte convogliate per sostenere le cure mediche necessarie al miglioramento della loro condizione di vita.

Eppure sono patologie che, se diagnosticate accuratamente e curate adeguatamente possono essere tenute sotto controllo, in particolare adattando i farmaci a seconda delle necessità sintomatologiche e di rischio ambientale.

Quando l’origine allergica è chiaramente dimostrata deve essere intrapresa una terapia non solo sintomatica: NON CI SI PUÒ FERMARE ALL’ANTISTAMINICO

La terapia con allergene
• é l’unica terapia in grado di modificare il naturale decorso della malattia allergica
(O.M.S.)
• é in grado di determinare una riduzione globale della spesa sanitaria pari a circa 3 miliardi di euro
(EFA BOOK, 2011)

Domande frequenti

D. Ho fatto le prove: mi hanno detto che sono allergico a tutto e che non è possibile aiutarmi. Cosa posso fare?

R. La gran parte degli allergici sono polisensibilizzati: le molteplici positività devono essere correlate dall’ allergologo ai dati emersi dall’anamnesi. Normalmente si riesce ad individuare l’allergene responsabile della sintomatologia più importante e a mettere in secondo piano quelle che sono solo positività senza essere espressione di malattia in atto.

D. L’allergologo mi ha consigliato il vaccino ma delle persone mi hanno detto che è inefficace e mi farà venire altre allergie. E’ vero?

R. Il suo medico ha ritenuto di iniziare la terapia iposensibilizzante per cercare di ridurre la sua sensibilità nei confronti dell’allergene responsabile. Il vaccino è efficace se la diagnosi è corretta, e quindi contiene gli allergeni che danno la sintomatologia, se è composto da un allergene solo e non da miscele eterogenee e se viene somministrato nei corretti dosaggi. Bisogna notare come negli ultimi anni si abbiano avuti dei notevoli progressi nella purificazione e standardizzazione degli allergeni e nella produzione dei vaccini. Il vaccino non è causa di altre sensibilizzazioni: non può proteggere il paziente da quell’atteggiamento caratteristico dell’ allergico di sensibilizzarsi via via con sempre nuove sostanze.

D. Mi hanno consigliato di fare nella stagione dei pollini delle iniezioni di cortisone da ripetere ogni circa 20 giorni. Cosa ne pensa?

R. Questo tipo di iniezioni bloccano i normali circuiti ormonali e quindi sono sconsigliabili. Una corretta terapia antiallergica è normalmente in grado di consentire una qualità di vita discreta senza l’ uso di cortisonici. Se è proprio necessario passare ai cortisonici per via sistemica consiglierei un cortisonico per bocca a piccole dosi da assumere nelle prime ore del mattino, per non andare ad interferire con i circuiti di cui sopra.

D. E’ meglio curare l’ asma allergico con i farmaci o con il vaccino?

R. Le due terapia non si escludono a vicenda: il vaccino può essere utilizzato per aumentare la resistenza del paziente nei confronti dell’allergene e la terapia può eliminare completamente i sintomi che ancora persistono. Diciamo che nel caso di sintomi che coinvolgano più organi il vaccino raggiunge l’ obiettivo di curarli tutti .

D. Sono allergico alla polvere: mi hanno consigliato dei materassi al lattice. Sono utili?

R. Lei è allergico agli Acari. Per loro è molto importante la sua presenza che gli fornisce cibo calore ed umidità. Il materasso di lattice non impedisce la colonizzazione da parte dei Dermatophagoides e potrebbe diventare causa esso stesso di allergia: il lattice infatti è esso stesso un importante allergene.

respira la natura: ilprogetto nasce da un percorso di riflessione e consulenza sul tema della Terapia con Allergene, intrapreso grazie al supporto di Hal Allergy Italia, basato sulla centralità della persona in merito alla scelta e all’attuazione della Terapia con Allergene e sulla potenzialità di un’azione di informazione e comunicazione sulla conoscenza e messa in atto di questa opzione terapeutica. Una capacità di scelta che è anche investimento personale per una maggiore qualità di vita.