vita senza nichel - il blog di sonia tatò - respira la natura
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Vita con e senza allergie. Conosciamo Sonia Tatò attraverso la sua testimonianza

Ringraziamo Sonia Tatò, copywriter e blogger che ci racconta la sua testimonianza di persona allergica, che ha trasformato il suo punto di debolezza in un punto di forza. Oggi il suo blog Vita senza Nichel aiuta tantissime persone a comprendere l’allergia fino a conoscere quanto è possibile fare per vivere serenamente e arrivare al proprio equilibrio psico-fisico. Siamo lieti di essere entrati in contatto con Sonia che condivide con Respira la natura l’obiettivo di divulgare il senso e la necessità di terapie personalizzate, come nel caso dell’Immuoterapia allergene specifica (AIT) o Terapia con Allergene.

2 commenti

  • Sonia Tatò

    marzo 24, 03 2018 02:10:26

    Buongiorno, sono Sonia. Nella vita sono copywriter e blogger, cioè mi occupo di comunicazione per il web. Sono allergica a nickel, cobalto, lattosio e sensibile a glutine, uova e lieviti. Allergica a polvere, acari, ulivo e parietaria; ho una malattia autoimmune e intestino irritabile.
    Una lista bella lunga!
    Ho sempre sofferto di allergie sin da quando andavo all’asilo, ma nessuno mi credeva. Medici e familiari attribuivano il mio stare male all’emozione o all’ansia. Sono sempre stata bollata come “persona che fantastica troppo”.
    Pazienza!
    I miei giorni erano un susseguirsi di sfoghi cutanei come eczemi pruriginosi, bolle e gonfiori, ma soprattutto sintomi gastrointestinali.
    Ogni giorno stavo male e periodicamente finivo in ospedale con diagnosi di “gastroenterite”. Seguivano dieta e flebo.
    Ero sempre stanca, non riuscivo a concentrarmi, né a dormire. Soprattutto non avevo una vita normale.
    Col passare degli anni è cresciuta in me la determinazione per andare fino in fondo e capire cosa mi stava succedendo. 
    Volevo trovare una spiegazione e una cura.
    Una trafila infinita di specialisti per individuare la mia patologia. 
    Si alternavano medici incompetenti, convinti che io fingessi e altri che al contrario dipingevano scenari catastrofici di malattie incurabili.
    Sembrava che nessuno fosse in grado di darmi una risposta.
    Sono stata addirittura un caso di studio al Policlinco di Bari!
    Poi mi hanno diagnosticato le prime allergie: nickel e cobalto.
    Ovviamente la diagnosi per me era una vittoria.
    Ma come comportarmi? Nessuno ancora una volta era in capace di seguirmi.
    Disperata, ho cercato quante più notizie possibili sul web, ma c’era una gran confusione in giro!
    Ancora una volta non sapevo cosa fare.
    Finché un giorno, scorrendo la mia bacheca su Facebook, non mi venne un’idea: avrei potuto cercare informazioni nei gruppi.
    Mi sono iscritta in diversi gruppi e, grazie ai consigli e l’esperienza di altre persone allergiche come me, ho cominciato a capire come stare meglio.
    Pensavo che il mio problema principale fosse l’allergia al nickel, quindi iniziai a documentarmi e chiedere pareri.
    Mi si aprì un mondo!
    Non avrei mai immaginato che tante persone potessero essere nella mia stessa situazione e che mi avrebbero aiutata.
    Loro più delle decine di medici che fino ad allora avevo incrociato per la mia strada!
    Decisi che avrei contribuito anche io, perché volevo fare qualcosa di buono e ricambiare l’affetto, la speranza e l’aiuto che avevo ricevuto.
    Cominciai quindi a studiare, leggere interviste a medici specialisti, capire a che punto si fosse arrivati con la ricerca e contemporaneamente ad essere attiva nei gruppi.
    Più stavo meglio, più la mia voglia di dare una mano cresceva. 
    Nel frattempo continuavo i miei studi in comunicazione, con corsi sulla comunicazione sul web.
    Proprio durante un corso mi diedero il compito di creare un blog incentrato su un argomento che mi appassionasse veramente.
    Scelsi l’allergia al nickel.
    Un blog mi avrebbe dato la possibilità di raggiungere sempre più allergici e di poterli aiutare!
    Ho intrapreso una strada difficile, ma ho trasformato una grossa debolezza in un punto di forza.
    La strada è sempre in salita, ma sono riuscita ad apprendere sempre di più, studiando e confrontandomi con medici e persone allergiche e a stare meglio.
    Sono riuscita ad entrare in contatto con dottori davvero preparati ed ora sono in cura a Bologna alla clinica Toniolo.
    Ho imparato che per quanto le nostre allergie possano essere complesse da gestire, per quanto possano condizionarci la vita, noi abbiamo sempre il potere di scegliere.
    Scegliere di combattere, scegliere di affrontare le allergie con un sorriso, scegliere di trarre forza da ciò che sembra un ostacolo.
    Oggi sto meglio di ieri. La mia vita è cambiata, anche se convivo sempre con le mie allergie. So che domani andrà sempre meglio.
    Soprattutto so che insieme si può andare avanti e si può diffondere la conoscenza. 

  • giuseppe pingitore

    aprile 03, 04 2018 06:19:51

    Cara Sonia
    come avrai capito, effettuando ricerche e approfondimenti, le persone che hanno disturbi analoghi ai tuoi sono davvero molte. Dal tuo racconto, però, mi sembra di capire che non si tratti solo di “allergie” in senso stretto. Ad esempio, il lattosio è lo zucchero del latte e non da allergia ma può causare sintomi da intolleranza – in pratica cattiva digestione – legati alla ridotta capacità di utilizzare il lattosio a causa di una carenza dell’enzima che è deputato alla sua digestione (lattasi). Inoltre, gli alimenti che contengono lattosio e anche quelli che contengono glutine, molto spesso contengono anche degli altri zuccheri poco o per niente digeribili (i cosiddetti FODMAPs), in grado di causare in molte persone sintomi gastrointestinali quali gonfiore, flatulenza, dolore addominale, diarrea, coliche, senso di pienezza, eccetera.
    Purtroppo il problema nasce dal fatto che non ci sono esami e test affidabili in grado di aiutare il medico (e i pazienti) a formulare una diagnosi certa, per cui spesso si va avanti per tentativi, per lo più diete di eliminazione, per valutarne il beneficio. Non bisogna trascurare, infine, la possibilità che il paziente possa avere dei problemi gastrointestinali di tipo organico, quali calcoli nelle vie biliari, diverticoli, steatosi epatica o altro.
    Sul ruolo del nichel alimentare , quale causa di disturbi gastrointestinali, esistono pareri discordanti e anche in questo caso non è facile giungere ad una diagnosi certa.

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